Questa moneta d'argento da L. 500, è stata coniata nel 1993, dalla Zecca di Stato di Roma, in 41.080 esemplari fior di conio e 9.080 esemplari proof per celebrare il 650° anniversario dell’istituzione dell'Università di Pisa. Si tratta della prima di due emissioni, entrambe datate 1993, dedicate all'avenimento celebrato. Il tipo del dritto raffigura una figura femminile, simboleggiante l'Italia, che legge assisa su uno scranno sul quale è raffigurato un cherubino, simbolo dell’Università di Pisa; il tipo del rovescio raffigura un cartiglio con architetture di Pisa, sovrastato dallo stemma della città, sotto al quale vi è un'ancora. L'incisione dei conî è opera di Eugenio Driutti.
La L 1141/1957 autorizza la Zecca di Stato a fabbricare ed emettere il tipo monetale d’argento da L. 500, mentre il DPR 1958 definisce il suo potere liberatorio, fissato a L. 50.000 (100 pezzi), che per questo tipo di moneta - destinata ai collezionisti - è puramente teorico. Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione celebrativa dell'Università di Pisa, il DM 1992s approva il programma di emissioni numismatiche, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, per l’anno 1993, poi integrato dal DM 1993x. Il successivo DM 1993m autorizza il Tesoro dello Stato ad emettere la moneta in oggetto, definendo pure le sue caratteristiche tecniche ed artistiche, con la conseguente approvazione del tipo, e determina il suo corso legale a decorrere dal 21 settembre 1993. Inoltre, il DM 1993p determina il prezzo unitario di vendita al pubblico della moneta (IVA e spedizione incluse), in L. 27.000 il fior di conio e in L. 53.000 il proof, ed i relativi termini di prenotazione, validi dal 1° ottobre al 31 dicembre 1993. A tale proposito, la L 500/1993 dispone, per l'Università di Pisa, la concessione di un contributo finanziario straordinario, fino a tre miliardi di lire per l'anno 1993, finalizzato all'organizzazione di mostre, congressi e convegni, al recupero, al restauro, al riordino di materiale storico, archivistico e museografico, all'arricchimento di biblioteche, nonché all'attribuzione di premi a studiosi e giovani laureati. Detto contributo è da ricavare tramite la vendita sia di questa moneta sia di quella da L. 5.000 emessa nello stesso anno per celebrare il medesimo Ateneo. Infine, il DM 1994a stabilisce il contingente complessivo da coniare, in valore nominale, in L. 25.080.000 (50.160 pezzi), di cui L. 20.540.000 (41.080 pezzi) in fior di conio e L. 4.540.000 (9.080 pezzi) in proof.
Questa moneta, che rientra tra quelle di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, non fu coniata per la circolazione ordinaria e l'intero contingente prodotto fu venduto, dalla Zecca di Stato, ai privati che ne fecero richiesta.
In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.
La Repubblica italiana ha emesso, in alternanza dal 1976 al 2001, delle monete d'argento, da L. 10.000 (dal 1994), L. 5.000 (dal 1993), L. 2.000 (dal 1998), L. 1.000 (dal 1994), L. 500 (dal 1976, dal 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 200 (dal 1988, nel 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 100 (nel 1988, nel 1993 anche un secondo tipo più piccolo) e L. 1 (nel 1999, nel 2000 anche un secondo tipo più grande e nel 2001 anche un terzo tipo più piccolo del primo ed un quarto tipo ancora più piccolo), coniate in fior di conio e, dal 1985, in proof, per commemorare o celebrare eventi, ricorrenze e personalità di particolare rilevanza. Queste monete, non furono coniate per la circolazione ordinaria, in quanto il loro valore intrinseco era notevolmente superiore a quello nominale. Esse, pertanto, rientrano nelle monete di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, commercializzate dalla Zecca di Stato, ed ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000].