Questa moneta d'argento da L. 500, è stata coniata nel 1992, dalla Zecca di Stato di Roma, in 50.000 esemplari fior di conio e 10.000 esemplari proof per commemorare il V centenario della morte di Lorenzo de’ Medici. Il tipo del dritto raffigura il ritratto di Lorenzo de’ Medici, tratto da un dipinto del Vasari; il tipo del rovescio raffigura il giglio di Firenze, ripreso da un fiorino d'oro, la torre del Palazzo della Signoria e allegoria delle arti, a significare le attività finanziarie, politiche e culturali promosse da Lorenzo de’ Medici. Il verso perché lo esempio al popol molto vale, presente nel rovescio della moneta, è tratto dalla "Rappresentazione di Giovanni e Paolo" dello stesso Lorenzo de’ Medici. L'incisione dei conî è opera di Ettore Lorenzo Frapiccini.
La L 1141/1957 autorizza la Zecca di Stato a fabbricare ed emettere il tipo monetale d’argento da L. 500, mentre il DPR 1958 definisce il suo potere liberatorio, fissato a L. 50.000 (100 pezzi), che per questo tipo di moneta - destinata ai collezionisti - è puramente teorico. Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione commemorativa di Lorenzo de' Medici, il DM 1991v approva il programma di emissioni numismatiche, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, per l’anno 1992, poi parzialmente modificato dal DM 1992f, mentre il DM 1991y autorizza il Tesoro dello Stato a coniare e ad emettere la moneta in oggetto; inoltre, definisce le sue caratteristiche tecniche ed artistiche, con la conseguente approvazione del tipo. Il successivo DM 1992b determina il suo corso legale a decorrere dal 24 febbraio 1992. Inoltre, il DM 1992g determina il prezzo unitario di vendita al pubblico della moneta (IVA inclusa), in L. 26.500 il fior di conio e in L. 52.000 il proof, ed i relativi termini di prenotazione, validi fino al 31 luglio 1992. Infine, il DM 1992t stabilisce il contingente complessivo da coniare, in valore nominale, in L. 30.000.000 (60.000 pezzi), di cui L. 25.000.000 (50.000 pezzi) in fior di conio e L. 5.000.000 (10.000 pezzi) in proof.
Questa moneta, che rientra tra quelle di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, non fu coniata per la circolazione ordinaria e l'intero contingente prodotto fu venduto, dalla Zecca di Stato, ai privati che ne fecero richiesta.
In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.
La Repubblica italiana ha emesso, in alternanza dal 1976 al 2001, delle monete d'argento, da L. 10.000 (dal 1994), L. 5.000 (dal 1993), L. 2.000 (dal 1998), L. 1.000 (dal 1994), L. 500 (dal 1976, dal 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 200 (dal 1988, nel 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 100 (nel 1988, nel 1993 anche un secondo tipo più piccolo) e L. 1 (nel 1999, nel 2000 anche un secondo tipo più grande e nel 2001 anche un terzo tipo più piccolo del primo ed un quarto tipo ancora più piccolo), coniate in fior di conio e, dal 1985, in proof, per commemorare o celebrare eventi, ricorrenze e personalità di particolare rilevanza. Queste monete, non furono coniate per la circolazione ordinaria, in quanto il loro valore intrinseco era notevolmente superiore a quello nominale. Esse, pertanto, rientrano nelle monete di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, commercializzate dalla Zecca di Stato, ed ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000].