Dittici: le valutazioni si riferiscono alle serie complete di 2 monete
Questa moneta d'argento da L. 500, è stata coniata nel 1991, dalla Zecca di Stato di Roma, in 50.000 esemplari fior di conio e 9.500 esemplari proof ed è dedicata alla "Flora e Fauna da salvare". Essa, fa parte di una serie emessa in un'unica confezione, sia in fior di conio sia in proof, comprendente due monete d'argento: una da L. 200 e una da L. 500. La serie in oggetto, è la prima di quattro emissioni, con date diverse (1991, 1992, 1993 e 1994), dedicate all'avvenimento celebrato. Il tipo del dritto raffigura, tra raggi di sole stilizzati, fiori e animali in via di estinzione, nel centro un volto femminile simboleggiante l'Italia; il tipo del rovescio raffigura l'uomo che si erge a difesa della natura, rappresentata da un albero di quercia lobata per metà priva di linfa e per metà rifiorente. L'incisione dei conî è opera di Eugenio Driutti.
La L 1141/1957 autorizza la Zecca di Stato a fabbricare ed emettere il tipo monetale d’argento da L. 500; mentre il DPR 1958 ne definisce il potere liberatorio, fissato a L. 50.000 (100 pezzi), che per questo tipo di moneta - destinata ai collezionisti - è puramente teorico. Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione dedicata alla "Flora e Fauna da salvare", il DM 1990j approva il programma di emissioni numismatiche, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, per l’anno 1991, mentre il DM 1991j autorizza il Tesoro dello Stato a coniare e ad emettere la moneta in oggetto; inoltre, definisce le sue caratteristiche tecniche ed artistiche, con la conseguente approvazione del tipo. Il successivo il DM 1991p determina il prezzo unitario di vendita al pubblico della serie di due monete (IVA inclusa), comprendente la moneta in oggetto, in L. 42.000 il fior di conio e in L. 72.000 il proof, ed i relativi termini di prenotazione, validi fino al 30 novembre 1991. Inoltre, il DM 1991q determina il suo corso legale a decorrere dal 27 maggio 1991. Infine, per questa moneta, il DM 1992i stabilisce il contingente complessivo da coniare, in valore nominale, in L. 29.750.000 (59.500 pezzi), di cui L. 25.000.000 (50.000 pezzi) in fior di conio e L. 4.750.000 (9.500 pezzi) in proof.
Questa moneta, che rientra tra quelle di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, non fu coniata per la circolazione ordinaria e l'intero contingente prodotto fu inserito nelle serie celebrative, composte da diverse monete inserite in un'unica confezione, e venduto, dalla Zecca di Stato, ai privati che ne fecero richiesta.
In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.
La Repubblica italiana ha emesso, in alternanza dal 1976 al 2001, delle monete d'argento, da L. 10.000 (dal 1994), L. 5.000 (dal 1993), L. 2.000 (dal 1998), L. 1.000 (dal 1994), L. 500 (dal 1976, dal 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 200 (dal 1988, nel 1991 anche un secondo tipo più grande), L. 100 (nel 1988, nel 1993 anche un secondo tipo più piccolo) e L. 1 (nel 1999, nel 2000 anche un secondo tipo più grande e nel 2001 anche un terzo tipo più piccolo del primo ed un quarto tipo ancora più piccolo), coniate in fior di conio e, dal 1985, in proof, per commemorare o celebrare eventi, ricorrenze e personalità di particolare rilevanza. Queste monete, non furono coniate per la circolazione ordinaria, in quanto il loro valore intrinseco era notevolmente superiore a quello nominale. Esse, pertanto, rientrano nelle monete di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, commercializzate dalla Zecca di Stato, ed ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000].