5 lire d'italma, coniato nel 1946 a Roma · Italma (It) 962‰ · ø 26,7 mm · peso 2,45/2,55 g · asse di conio a 180° · Molto Rara
REPVBBLICA ITALIANA
Semibusto muliebre, volto a destra, con fiaccola della Libertà e della Civiltà sorretta dalla mano della donna; a sinistra, lungo il bordo, G • ROMAGNOLI - P • GIAMPAOLI INC •.
Un grappolo d’uva con tralcio e foglia tra L. / 5. Nell'esergo, a sinistra, 1946 e, a destra, R.
Godronato
R/: Data e mdz piccoli
Le monete di italma da L. 5 del 1946 sono state coniate con due tipi di conî del rovescio. Il primo è simile a quello utilizzato negli anni successivi, il secondo, di poco più raro del primo, è più concavo e presenta la data (guardare la cifra "1") ed il marchio di zecca più piccoli rispetto a quanto rilevabile nelle monete prodotte con il primo conio; inoltre, la godronatura del contorno è più sottile ed i fondi, essendo più lucidi, conferiscono alla moneta una diversa colorazione [Gigante 2018, p. 678, nota].
Questa moneta di italma da L. 5, del tipo "Uva", è stata coniata dal 1946 al 1950 dalla Zecca di Stato di Roma. Il tipo del dritto raffigura una testa di donna, con fiaccola della Libertà e della Civiltà sorretta dalla mano della donna; il tipo del rovescio raffigura un grappolo d'uva con tralcio e foglia. I modelli della moneta sono opera di Giuseppe Romagnoli, l'incisione dei conî è opera di Pietro Giampaoli.
Il DLL 419/1946 autorizza la Regia Zecca a fabbricare ed emettere il tipo monetale metallico di nuovo conio da L. 5, in sostituzione delle monete di acmonital e di bronzo nonché dei biglietti di Stato in circolazione. Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione del tipo "Uva", il DCPS 298/1946 autorizza la Zecca di Stato a fabbricare ed emettere monete metalliche "Italma", stabilendo, inoltre, le loro caratteristiche tecniche ed artistiche, con la conseguente approvazione del tipo, ed il contingente da coniare, stabilito in L. 3.500.000.000 (700.000.000 di pezzi). Tuttavia, quest'ultimo decreto riporta, nella descrizione delle caratteristiche artistiche della moneta, l'indicazione del millesimo "1946"; pertanto, per potere coniare le monete con i successivi millesimi, si dovettero emettere dei nuovi decreti, uno per ogni anno, che autorizzassero la variazione della data: 1947 (DCPS 279/1947), 1948 (DPR 828/1948), 1949 (DPR 181/1949) e 1950 (DPR 1041/1949). Infine, il DM 1946 determina il suo corso legale a decorrere dal 21 dicembre 1946.
Il DM 1953a, determina la cessazione del corso legale delle monete metalliche in lega "Italma" da L. 10 e L. 5 a decorrere dal 31 dicembre 1953; inoltre, stabilisce che le monete in oggetto potevano essere cambiate, dalle sezioni della tesoreria centrale, fino al 31 marzo 1954. Questo provvedimento sarà poi prorogato, dal DM 1953b, al 31 marzo 1954, per quanto riguarda la cessazione del corso legale delle monete, e al 30 giugno 1954, per quanto concerne la data ultima del loro ritiro. Successivamente, il DM 1954a, prorogherà il termine di ritiro delle monete al 30 settembre 1954. Scaduto tale termine le monete non presentate alla tesoreria centrale e alle sezioni di tesoreria provinciale rimasero prescritte.
Le monete di italma da L. 5, del tipo "Uva", furono coniate dal 1946 al 1950, complessivamente, in 211.112.500 pezzi (L. 1.055.562.500) [Gigante 2018, p. 678, nn. 277-281].
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