10 Centesimi di bronzital, coniati nel 1941 Anno XIX a Roma · Bronzital (Ba) 920‰ · ø 22,5 mm · peso 4,165/5,636 g · asse di conio a 180° · 27.050.000 pezzi prodotti · Comunissima
VITT • EM • III / • RE • E • IMP •
Testa del re volta a sinistra.
I T A L I A
Fascio littorio con la scure completa verso destra, sormontata da una testa di ariete, con sovrapposto lo scudo sabaudo della croce coronato, dal quale si dipartono verso sinistra una spiga di grano e verso destra due foglie di quercia; in basso, a sinistra, R, appena sotto, a sinistra e a destra, C. / 10 e, più sotto ancora, 1941 / XIX. Nell'esergo, lungo il bordo, G • ROMAGNOLI.
Liscio
A seguito della conquista dell'Etiopia (allora Abissinia), fu emanato il RDL 754/1936, dal titolo: "Dichiarazione della sovranità piena ed intera del Regno d'Italia sull'Etiopia ed assunzione da parte del Re d'Italia del titolo di Imperatore di Etiopia". Ben presto si palesò la necessità non soltanto di rappresentare anche nella monetazione il fondato Impero, ma anche di adeguare la circolazione metallica agli aumentati bisogni, tenendo conto delle peculiari esigenze delle regioni conquistate. Fu perciò disposto il riordinamento della circolazione monetaria metallica di Stato autorizzando, per effetto del RDL 1674/1936, la creazione della cosidetta "serie imperiale", celebrativa della costituzione dell'Impero. Pertanto, in forza del RD 2510/1936, fu autorizzata l'emissione delle monete d'oro da 100 lire e 50 lire e, a seguito del RD 2511/1936, fu autorizzata l'emissione delle monete d'argento: 20 lire, 10 lire e 5 lire; di nichelio: 2 lire, 1 lira, 50 centesimi e 20 centesimi; e di bronzo: 10 centesimi e 5 centesimi, in sostituzione delle monete con i medesimi metalli in circolazione in quel periodo. Infine, in forza del RDL 907/1938, fu atorizzata l'emissione di nuove monete di acmonital, in sostituzione di quelle di nichelio della stessa serie imperiale, e, in forza del RD 727/1939, fu autorizzata l'emissione di nuove monete in bronzital, in sostituzione di quelle di bronzo della stessa serie imperiale [MdF 1940, pp. 35-39, 44].
Per le medesime ragioni autarchiche che determinarono l'utilizzo dell'acmonital al posto del nichelio, la zecca studiò l'opportunità di modificare la composizione del metallo delle monete di bronzo, da 10 centesimi e 5 centesimi, adottando una lega di bronzo all'alluminio (bronzital) che, mentre riduce la quantità di rame impiegato, scarta completamente l'uso dello stagno [MdF 1940, p. 39]. Le monete di bronzital, oltre ad essere di peso inferiore rispetto a quelle di bronzo, presentano un colore tendente al giallognolo ed un conio leggermente meno definito rispetto alle monete di bronzo, che, invece, presentano un colore tendente al rossiccio.
Le monete di bronzital da 10 centesimi, del tipo "Scudo semirotondo" del 2° tipo, furono coniate dal 1939 al 1943, complessivamente, in 120.010.000 pezzi, per un totale di 12.001.000 lire [Simonetti III, p. 192; Gigante 2016, p. 166].
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