Le monete da 1 centesimo in bronzo del 1910, del tipo "Italia marinara", presentano, nel rovescio, la sigla di zecca r, nella prora della nave, in incuso; le monete con le altre date presentano, invece, tale sigla in rilievo. Inoltre, le monete datate 1910 presentano, sempre nel rovescio, un punto dopo la data; quelle del 1911, invece, possono sia avere sia non avere il punto.
Le monete da 5 centesimi, 2 centesimi e 1 centesimo in bronzo, del tipo "Italia marinara", rappresentano, per la maggior parte, riconiazioni di vecchie monete dello stesso taglio e il rimanente, come pure i pezzi da 2 centesimi e 1 centesimo, furono ricavati dalla fusione di vecchie monete da 10 centesimi [Carboneri 1915b, p. 553].
La tipologia "Italia marinara", costituita dalla figura dell'Italia ritta sulla prora di una nave romana, fu citata nella descrizione delle monete in bronzo da 2 centesimi e 1 centesimo (la cui serie comprende anche quelle da 10 centesimi e 5 centesimi) coniate a partire dal 1908 [MdT 1912, p. 40]. Successivamente, dal 1931 al 1933, furono coniate le monete da 100 lire in oro, che, pur realizzate con lo stile appropriato all'epoca, ne rapresentano la continuità. Pertanto, le definizioni "Italia su prora" e "Donna su prora", utilizzate per descrivere questa tipologia, rappresentano una mera descrizione del tipo, mentre la definizione "Italia marinara" ne definisce l'allegoria rappresentata.
Durante il regno d'Italia, il corso legale delle monete di bronzo, ogni pagamento tra privati, era limitato ad 1 lira; lo Stato, tuttavia, aveva l'obbligo di riceverle senza limite di somma nelle casse pubbliche [Carboneri 1915b, p. 296].
Le monete da 1 centesimo di bronzo, del tipo "Italia marinara", furono coniate dal 1908 al 1918, complessivamente, in 51.386.860 pezzi, per un totale di 513.868 lire e 6 centesimi [Carboneri 1915b, pp. 906-907, tab. D1; MdF 1940, p. 53, tab. A7].