Secondo Carboneri [1815b, p. 840], nel 1892 furono coniati a Roma 32.661 pezzi di monete da 20 lire; tuttavia, dato che non si conosce alcuna moneta con questa data, si suppone che il quantitativo in questione sia stato coniato con un'altra data, forse il 1891. Questo, nonostante l'art. 11 della Convenzione monetaria latina, del 5 novembre 1878, prescrivesse che le monete d'oro e d'argento dovessero riportare l'anno di fabbricazione: "Le millésime de fabrication sera inscrit, en conformité rigoureuse avec la date du monnayage, sur le pièces d'or et d'argent frappées dans les cinq Etats." [ibid., p. 524].
Per effetto della L 788/1862, i privati conservavano la facoltà di richiedere dalle zecche dello Stato la coniazione di monete d'oro, del nuovo sistema, pagando, secondo quanto stabilito dal RD 370/1861 quale diritto di coniazione, 7,44444 lire per ogni chilogrammo di oro fino lavorato; cosiché, l'oro fino monetato, dedotti i diritti di coniazione, veniva ad avere il valore di 3.437 lire al chilogrammo. Pertanto, il valore intrinseco delle monete d'oro era di 3.444,44444 lire al chilogrammo. Tuttavia, pur rimanendo valide le succitate norme e tariffe, sotto il regno di Vittorio Emanuele III la fabbricazione libera delle monete d'oro fu soggetta a disposizioni interne e regolata secondo le contingenze del Tesoro e delle lavorazioni di zecca, rimanendo di fatto virtualmente sospesa [Carboneri 1915b, pp. 299-300, 482, 843], per poi riprendere dal 1931 al 1938, anni in cui le monete d'oro furono coniate esclusivamente per conto di privati che, oltre a fornire il metallo, pagarono alla zecca la nuova tariffa per il diritto di coniazione di 22 lire per ogni chilogrammo di oro lavorato [MdF 1940, pp. 44, 46, 55, tab. B1, nota].
Le monete da 20 lire in oro furono coniate dal 1879 al 1897, complessivamente, in 8.826.865 pezzi, per un totale di 176.537.300 lire, compresi i 32.661 pezzi coniati nel 1892 con date differenti ed esclusi i pezzi datati 1889 di cui non si conosce il quantitativo [Carboneri 1915b, pp. 840-841, tab. A1].