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Umberto I di Savoia (1878-1900) · Regno d'Italia

2 lire · 1887-1899

Scudo sannitico 2° tipo · ø 27 mm · 9,95/10,00 g · Ag

Umberto I di Savoia 1878 1900 Regno d'Italia 2 lire 1887 1899 Scudo sannitico 2 tipo 27 mm 9,95 10,00 g Ag dritto
Umberto I di Savoia 1878 1900 Regno d'Italia 2 lire 1887 1899 Scudo sannitico 2 tipo 27 mm 9,95 10,00 g Ag rovescio
  • Note tipologia keyboard_arrow_down

    Le monete da 2 lire in argento del 1° e del 2° tipo, si diffenziano sia per la dimensione della testa del sovrano, che è leggermente più piccola nelle monete del 1° tipo, sia per la differente acconciatura dei capelli, in modo particolarmente evidente nella parte superiore, vicino alla fronte, e nella parte posteriore, tra l'orecchio e il collo.

    Queste monete, coniate con il titolo di 835 millesimi, sostituirono, per effetto della L 788/1862, le precedenti monete in argento con il titolo di 900 millesimi. Questo, per contrastare la speculazione dell'epoca, che, per l'effetto dell'aumento del prezzo dell'argento, favoriva l'esportazione delle monete in argento con il titolo pieno [Carboneri 1915b, p. 544]. Di conseguenza queste monete persero la qualità di monete a pieno titolo ed a corso legale illimitato, diventando delle divisionarie a corso legale limitato, ossia una specie di gettone monetario con il valore nominale superiore a quello intrinseco. Il quantitativo delle monete divisionarie fu fissato a 150 milioni e il loro corso legale ridotto a 50 lire per ogni pagamento fra privati e, nei pagamenti doganali, alle somme inferiori a 5 lire; fermo restando che lo Stato rimaneva vincolato a riceverle nelle casse pubbliche senza limite di somma [ibid.pp. 295-296, 477, tab.]. Pertanto, l'unità monetaria - la lira italiana - da moneta effettiva si svalutò in moneta sussidiaria (o moneta debole) e il sistema monetario bimettalico in vigore si trasformò in un bimetallismo zoppo o incompleto, dove soltanto le monete d’oro conservarono in esso il carattere di monete perfette.

    Di questa moneta, esistono delle abili falsificazioni coeve con il millesimo 1895, che non esiste per questa moneta, identificabili come tali dalla firma dell'incisore speranza, che risulta essere impastata e priva di nitidezza [Pagani 1982, p. 33, nota dopo il n. 600].

    Le monete da 2 lire in argento, sia del 1° sia del 2° tipo, furono coniate dal 1881 al 1899, complessivamente, in 27.777.090 pezzi, per un totale di 55.554.180 lire. Più precisamente: 17.500.000 pezzi del 1° tipo, dal 1881 al 1886, per un totale di 35.000.000 di lire, e 10.277.090 pezzi del 2° tipo, dal 1887 al 1899, per un totale di 20.554.180 lire [Carboneri 1915b, pp. 882-885, tab. B1].

    Tra le monete aventi la legenda del contorno composta dai tre motti fert, in incuso tra nodi e rosette, se ne possono trovare alcune in cui, seppur raramente, per la consunzione, deformazione o rottura, dovuta all'usura delle lettere f, e, r e t poste in incuso sulla ghiera, uno, due o tutti i tre motti si presentano alterati in fekt, fent, fept, feri, ffkt, ffrt, fih, fikt, fkrt, iiki o iirt. Più frequentemente, invece, può capitare che, per l'errata disposizione della ghiera, vi siano delle monete che presentano la legenda del contorno impressa al contrario, ossia quando i tre motti fert appaiono capovolti rispetto alla faccia del dritto.


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