Le monete da un reale di questa tipologia, di conio piuttosto primitivo, presentano un conio diverso ogni anno, nel 1794 addirittura due. Non bastando la pasta necessaria alle operazioni di zecca, il Capitolo cagliaritano offrì il suo argento (450 oncie pari a 12,169,790 kg) e il rappresentante regio tutto il suo vasellame [Traina 1967, p. 297].
Una moneta da un reale per Cagliari, datato 1792, fu proposto in un listino della A&B di Roma nell'estate del 1996. Tale moneta, decisamente decentrata, presenta il ritratto del re di stile completamente diverso rispetto alle consuete monete di questo tipo, un conio grossolano ed un'incerta grafia delle lettere della legenda del dritto e dell'iscrizione del rovescio. In seguito, nell'asta Nomisma n. 26 del 29 febbraio 2014, lotto n. 919, fu proposto un esemplare simile (lo stesso?), che, offerto a 1.000 Euro, non ricevette alcuna offerta; successivamente, lo stesso esemplare, riapparve nell'asta InAsta n. 28 del 23 novembre 2008, lotto n. 1961, dove fu offerto a 1.100 Euro ed anche questa volta non ricevette offerte. Occorre ricordare che la zecca di Cagliari, che non batteva moneta dal 1717, fu riaperta il 10 aprile 1793 [Traina 1967, p. 297], proprio per produrre i reali in oggetto, i cui primi esemplari, datati 1793, furono emessi appositamente per finanziare delle truppe arruolate in quello stesso anno. Per questo motivo le monete di questo tipo datate 1792, che noi non riteniamo abbiano ragione d'esistere, appaiono del tutto anacronistiche e la loro autenticità tutta da provare.