Le doppie come i soldi e i due denari battuti nel 1722 sono delle vere e proprie monete di "pretenzione"; infatti, benché oramai da due anni Vittorio Amedeo II non sia più re di Sicilia ma di Sardegna, continua a portare e a far incidere sulle sue monete il titolo di re di Sicilia. Chiara protesta per il cambio impostogli tra le due isole con Carlo VI d'Asburgo, in forza del Trattato dell'Aja del 1720, e nient'affatto gradito: la Sardegna contava nel 1720 appena trecentomila abitanti contro il milione e centocinquantamila della Sicilia, il reddito era poi di sole 400.000 lire annue [Traina 1967, tav. XXXIV, nota dopo il n. 132].