Le monete da 5 lire di questo tipo presentano nel dritto, rispetto a quelle dei tipi precedenti, il ritratto del sovrano con una capigliatura diversa; in particolare, i capelli nella parte superiore della testa risultano essere più alti e scomposti. Inoltre, queste monete presentano, sempre nel dritto, la sigla ferraris, del modellista dei conî, posta nel taglio del collo del sovrano.
Pagani [1982, p. 16, n. 235], ripreso poi da altri autori, cataloga la seguente moneta, riprendendola dal Dotti, Rolla [1927, p. 51, n. 285], che non cita alcuna fonte e verosimilmente si rifà al quantitativo indicato da Carboneri [1915b, pp. 860-861, tab. B]: 5 lire 1834 Genova (154.274 pezzi coniati). Questa moneta non è stata catalogata né da Promis [II] né dal CNI [I]; inoltre, di questa moneta non si conosce alcun esemplare e si ritiene che il quantitativo di produzione segnalato da Carboneri [v. supra] sia stato usato per coniare, in quell'anno, monete da 5 lire in argento con date differenti.
Le monete da 5 lire in argento furono coniate dal 1831 al 1849, complessivamente per tutti i quattro tipi, in 8.996.587 di pezzi, per un totale di 44.982.935 lire [Carboneri 1915b, pp. 858-867, tab. B].
Tra le monete aventi la legenda del contorno composta dai tre motti fert, in incuso tra nodi e rosette, se ne possono trovare alcune in cui, seppur raramente, per la consunzione, deformazione o rottura, dovuta all'usura delle lettere f, e, r e t poste in incuso sulla ghiera, uno, due o tutti i tre motti si presentano alterati in fekt, fent, fept, feri, ffkt, ffrt, fih, fikt, fkrt, iiki o iirt. Più frequentemente, invece, può capitare che, per l'errata disposizione della ghiera, vi siano delle monete che presentano la legenda del contorno impressa al contrario, ossia quando i tre motti fert appaiono capovolti rispetto alla faccia del dritto.