Gigante
Conservazioni

Gli stati di conservazione delle monete sono dei parametri che consentono di potere graduare il livello di consunzione di una moneta, ricavandone la valutazione qualitativa. Questo passaggio è fondamentale per potere determinare la corretta valutazione economica della stessa moneta. Il Catalogo Gigante, valuta le monete in base ai cinque principali gradi di conservazione: FDC, fior di conio; SUP, superiore; SPL, splendido; BB, bellissimo; MB, bellissimo. Leggi di più...

FDC, FIOR DI CONIO (MS 65 Scala Sheldon). La moneta non ha circolato e non presenta segni d’usura o tracce di circolazione, i rilievi della figura ed il contorno sono intatti. La moneta ha una qualità complessiva superiore alla media e mostra caratteristiche ricercate per lustro, intenso e totale senza interruzioni su tutta la superficie, e nitidezza di conio, molto buono e ben battuto. Sono tollerati pochi minimi segni di contatto o linee sottili, riscontrabili con l'ausilio di strumenti di ingrandimento 5x (che permettono la visualizzazione dell’intera moneta), ricorrendo ad una singola fonte di luce artificiale e facendo roteare la moneta in modo adeguato. La qualità complessiva è al di sopra della media ed il colpo d’occhio è molto gradevole. Negli esemplari in rame il lustro di conio si manifesta con tonalità originali o inscurite e gli stessi possono presentare un leggero principio di patina.

SUP, SUPERIORE (MS 63 Scala Sheldon). La moneta non ha circolato e non presenta segni d’usura o tracce di circolazione, i rilievi della figura ed il contorno sono intatti. Il lustro di conio, presente su tutta la superficie, appare leggermente sbiadito. Il conio è leggermente debole o medio con numerosi piccoli segni di contatto e sporadici segni di maggior entità come lievi abrasioni e linee sottili di varie dimensioni, riscontrabili con l'ausilio di strumenti di ingrandimento 5x (che permettono la visualizzazione dell’intera moneta), ricorrendo ad una singola fonte di luce artificiale e facendo roteare la moneta in modo adeguato. In ogni caso la moneta, al colpo d’occhio, è piuttosto attrattiva. Gli esemplari in rame possono apparire leggermente inscuriti o opachi.

SPL, SPLENDIDO (MS 60 Scala Sheldon). La moneta ha circolato solo per limitati passaggi di mano e presenta una lieve usura nei punti più alti dei rilievi della figura, i cui dettagli rimangono pressoché nitidi e completi. Il conio è debole o medio, il lustro di conio è ancora presente in buona parte e la superficie presenta zone con piccoli segni e/o linee di contatto diffusi. La consunzione dei punti alti dei rilievi consiste in abrasioni, linee e/o grandi segni derivanti da un lieve sfregamento meccanico accidentale, riscontrabili senza l'ausilio di strumenti di ingrandimento. Il contorno presenta piccoli segni e possono riscontrarsi difetti di conio o del tondello. La qualità complessiva rimane al di sopra della media e il colpo d’occhio è piacevole. Gli esemplari in rame possono conservare nei punti più riparati del campo, vicino ai rilievi, tracce del rosso originale.

BB, BELLISSIMO (EF/XF 40 Scala Sheldon). La moneta ha circolato e presenta una moderata usura che può avere attenuato fino alla metà dei rilievi più alti della figura, il cui disegno è comunque completo e ben definito. Pur presentando segni di contatto o di attrito, tutti i dettagli sono visibili e nitidi. Si possono riscontrare tracce di lustro del conio sulle superfici non esposte a contatto.

MB, MOLTO BELLO (VF 20 Scala Sheldon). La moneta ha circolato a lungo e presenta un’evidente usura, anche nel contorno, che ha ridotto, appiattendoli, i rilievi intermedi della figura il cui disegno, essendo ancora percepibile la profondità dei rilievi, è comunque completo anche se privo dei particolari maggiormente esposti. I dettagli principali sono visibili, così come le lettere e le cifre. Il lustro di conio e la lucentezza del metallo sono assenti e sono comunemente riscontrabili segni di usura e di contatto, graffi e colpi non deturpanti. Il bordo si presenta lievemente arrotondato.

Inoltre, esiste una tipologia di lavorazione del tondello, quindi non si tratta di uno stato di conservazione, che rende la moneta coniata con i fondi a specchio (proof):

PROOF. Il tondello con cui è stata prodotta la moneta è stato sottoposto, prima della coniazione, ad una particolare lavorazione che ha reso i fondi della moneta a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete prodotte per i collezionisti, che, pur avendo corso legale, non sono destinate alla circolazione.

Attenzione

Le valutazioni del Catalogo si riferiscono esclusivamente a monete la cui qualità è pienamente compatibile con le descrizioni degli stati di conservazione qui descritti, indipendentemente dalle eventuali conservazioni indicate da terzi. Le monete oltre il grado di FDC (MS65), e/o in proof-like, SP (specimen) o PF (proof), presentano caratteristiche di eccezionale qualità e le relative valutazioni, che si formano di volta in volta nel mercato, non sono state riportate nel presente Catalogo; tuttavia, in questo caso, è di grande aiuto la consultazione dei copiosi dati di mercato inseriti nel nostro database collegato ad ogni moneta catalogata.

Riduci

Conservazione SUP, le ragioni di una scelta

Il grado qualitativo “FDC” e la categoria “Stato Zecca”

Come premessa è bene specificare che il Catalogo Gigante cataloga e valuta monete italiane prodotte, al più tardi, dal 1720. Pertanto, tutte le riflessioni, che potrebbero svilupparsi a seguito delle considerazioni qui esposte, devono necessariamente tenere in considerazione questo dato.

Per comprendere appieno il perché della nostra scelta di introdurre il grado qualitativo SUP (Superiore) e di ancorare il grado FDC a quello MS65 della Scala Sheldon, è importante chiarire il significato di FDC (Fior di Conio). Come si può agevolmente evincere grazie ad un’appropriata conoscenza linguistica, la sigla FDC indica una moneta che, da punto di vista della graduazione qualitativa, rappresenta il “fiore del conio”, ossia il meglio che un conio ha prodotto: nessun segno di usura; tutti i rilievi della figura intatti; colpo di conio molto buono e ben battuto; pieno lustro di conio, che non presenta interruzioni su tutte le superfici; bordi integri.

Si tratta dunque di un grado qualitativo che identifica non solo una moneta che non ha mai circolato, ma anche una moneta “selezionata” tra altre che non hanno mai circolato.

A questo punto occorre chiarire pure il significato di “Stato Zecca”. Anche in questo caso, ricorrendo alla semplice conoscenza linguistica, possiamo concordare che l’espressione in oggetto debba necessariamente indicare, nel nostro caso, una moneta che si presenta nella medesima qualità in cui era appena uscita dal conio, compresi dunque tutti gli eventuali difetti afferenti sia alla produzione sia alla post-produzione.

Tuttavia, l’espressione “Stato Zecca” è spesso utilizzata, certamente in modo improprio, per descrivere la massima qualità di una moneta.

Infatti, per “Stato Zecca” non si intende un grado qualitativo, ma una categoria comprendente tutte le monete che si trovano nelle medesime condizioni in cui erano nel momento della loro coniazione, indipendentemente dai difetti che le possono accompagnare. Per “FDC”, invece, si intendere il grado qualitativo attribuito alle monete più belle (“selezionate”) tra quelle comprese nella categoria “Stato Zecca”.

A livello internazionale questa realtà è ben conosciuta ed accettata, tanto che, nella lingua inglese, l’espressione “Mint State” (abbreviata in “MS”) indica la categoria delle monete che non hanno circolato e che, pertanto, sono in “Stato Zecca”.

Nella Scala Sheldon, usata dagli istituti di certificazione USA, le monete appartenenti alla categoria “Mint State” vengono graduate con numeri che vanno dal 60 al 70. Quindi, ben dieci gradi qualitativi diversi ad indicare monete in “Stato Zecca”. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, solo alcuni di questi numeri possono identificare le monete oggettivamente definibili in “FDC”.

Quali monete possono essere graduate “FDC”

Dopo avere chiarito che solo alcune monete della categoria “Stato Zecca” possono essere graduate come “FDC” è il momento di vedere quali gradi qualitativi della Scala Sheldon possono essere associati alla conservazione “FDC”.

La Scala Sheldon contempla, tra le altre, la categoria “Mint State” (Stato Zecca) che comprende tutti i gradi di conservazione riferiti a monete che non hanno mai circolato o che, al massimo, presentano delle leggere tracce di “passaggi di mano”. Questi gradi qualitativi sono i seguenti dieci: MS60, MS61, MS62 (compresi nella sottocategoria “Uncirculated”), MS63, MS64 (compresi nella sottocategoria “Choice Uncirculated”), MS65, MS66 (compresi nella sottocategoria “Gem Uncirculated”), MS67, MS68, MS69 (compresi nella sottocategoria “Superb Gem Uncirculated”), MS70 (compreso nella sottocategoria “Perfect Uncirculated”).

Sono escluse da questo tipo di graduazione tutte le monete che hanno subito una “lavorazione” postuma al processo di coniazione: ritocchi al bulino, sistemazione dei campi, restauri, lucidature, lavaggi eseguiti in modo improprio, patinature artificiali molto scure o di cattivo impatto visivo. Sono altresì escluse dalla graduazione pure le monete che hanno subito danni, volontari o involontari: buchi, colpi di lima dopo la coniazione, graffi deturpanti, colpi, ecc.

Molte persone, tratti in inganno dall’uso improprio dell’espressione “Stato Zecca”, associano queste monete alla qualità “FDC”. Tuttavia, il “FDC”, che ricordiamo costituisce il “fiore del conio”, è graduato solo dal grado MS65 in su. Questo perché una moneta in “FDC”, ricordiamolo, presenta le seguenti caratteristiche: nessun segno di usura; tutti i rilievi della figura intatti; colpo di conio molto buono e ben battuto; pieno lustro di conio, che non presenta interruzioni su tutte le superfici; bordi integri. Come si potrà ben capire solo pochissime monete presentano tali caratteristiche e, addirittura, di alcuni tipi monetali, per via dei relativi sistemi di produzione, non esiste nessuna moneta con tali caratteristiche.

Il grado più “basso” del “FDC” è dunque l’MS65 che presenta pochi minimi segni o leggere rigature di contatto riscontrabili, con un ingranditore 5x, nei campi della moneta ma non nelle sue aree focali. La graduazione MS65 contempla dunque la presenza di alcuni minimi segni, dovuti alla post-produzione, in quanto non sono stati generati dalla coniazione, la quale deve essere ritenuta conclusa prima della formazione dei segni. Dopo il grado qualitativo MS65 (a cui il Catalogo Gigante ha "ancorato" le valutazioni delle monete in FDC), il numero di monete graduate si riduce drasticamente, diventando pressoché impossibile poterle valutare con coerenza e sufficiente attendibilità.

Pertanto, ribadiamolo, non tutte le monete in “Stato Zecca” possono essere definite come FDC. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, la Scala Sheldon ci aiuta a chiarire tutti i dubbi in merito alla graduazione qualitativa delle monete e vedremo il perché della sua importanza.

Perché la Scala Sheldon

Dopo avere visto quali monete possono essere graduate “FDC è il momento di illustrare l’importanza della Scala Sheldon nella determinazione delle valutazioni delle monete.

Ognuno, operatore commerciale, studioso, collezionista, ha le sue personali convinzioni in merito ai criteri da utilizzare nella definizione dei gradi qualitativi delle monete. Pertanto, i valori di graduazione risultano essere diversi da certificatore a certificatore e questo anche in modo sensibile.

In Italia, così come in Europa, non esiste nessuno standard di riferimento che possa essere utilizzato al fine di ottenere graduazioni che esprimano, oggettivamente, uno stesso valore. Sin dai miei primi passi in questo mercato quando chiedevo di elaborare un sistema unitario di graduazione qualitativa la risposta era sempre la stessa: “ognuno è libero di adottare i criteri che ritiene essere quelli corretti”; tuttavia, con questa “visione” i valori qualitativi espressi dai vari certificatori sono pressoché impossibili da codificare in modo univoco.

Codici uguali che, tuttavia, descrivono qualità diverse tra loro non possono esprimere valori economici attribuibili, con certezza, a monete dello stesso tipo e della stessa qualità. Questo, per chi ha la responsabilità di definire dei valori di riferimento per il mercato, è un problema e, alla stessa stregua, è un problema anche per chi deve poter associare, per acquistare o per vendere, un valore commerciale ad una moneta definita in un determinato stato di conservazione.

La Scala Sheldon è l’unico sistema di graduazione della qualità delle monete che risponde ad un preciso standard in merito alla definizione dei criteri che identificano i vari gradi qualitativi; inoltre, l’utilizzo professionale di questa Scala prevede il ricorso ad un protocollo operativo ben preciso, finalizzato al raggiungimento di un valore il più oggettivo possibile basato sulla valutazione delle figure, dei campi e dei bordi in funzione della consunzione dei rilievi, del colpo di conio, del lustro e della gradevolezza all’occhio. Infine, tranne casi particolari, questo sistema elimina in partenza la valutazione qualitativa di entrambe le facce della moneta, assegnando come unico valore della moneta quello più basso.

Questo “sistema di lavoro”, ad oggi, viene utilizzato in modo professionale solo da appositi istituti di certificazione. In questi istituti, al fine di ottenere il dato più oggettivo possibile, il valore qualitativo della moneta è assegnato da una squadra composta da tre certificatori: ognuno di essi analizza la moneta, in un ambiente appositamente predisposto allo scopo, ed esprime il proprio parere assegnando un grado qualitativo a mezzo di un computer. Il computer genera la media matematica dei tre gradi inseriti e la moneta sarà certificata con la graduazione così ottenuta. Dopo essere stata inserita in un apposito contenitore trasparente ermetico la moneta è sottoposta al giudizio di un supervisore esperto che deve verificare se, a suo giudizio, il grado qualitativo assegnato corrisponde a ciò che egli può osservare attraverso il contenitore trasparente in cui è stata sigillata la moneta; se la moneta non fosse trovata corrispondente al grado attribuitole, sarà tolta dal contenitore in cui è stata racchiusa e sottoposta ad un nuovo giudizio qualitativo. È dunque ragionevole supporre che, al netto delle fisiologiche eccezioni, un eventuale discostamento da uno stato di conservazione reale non possa essere superiore ad un grado qualitativo. Quanto esposto è determinante per comprendere l’affidabilità che ne consegue in quanto le monete certificate con questo sistema presentano, a fronte di un determinato grado di conservazione, una forte omogeneità qualitativa, di gran lunga superiore a qualsiasi altro metodo utilizzato; inoltre, sempre a fronte del medesimo grado di conservazione, si conoscono nel dettaglio i criteri utilizzati per descrivere tale grado.

Noi non stiamo dicendo che tutti dovrebbero adottare la Scala Sheldon per graduare le monete. Stiamo semplicemente dicendo che un Catalogo ha l’esigenza di “ancorare” i gradi di conservazione delle monete che valuta (e solo quelli) a dei criteri qualitativi oggettivi, facilmente riscontrabili nel mercato e decifrabili dai lettori del Catalogo, al fine di garantire la più alta attendibilità e qualità possibile.

Infatti, per chi deve analizzare scrupolosamente i dati di mercato, al fine di ottenere dei valori assolutamente attendibili, questo sistema si rivela di grande utilità. Pertanto, definite le relative comparazioni tra gradi della Scala Sheldon e gradi italiani (secondo il giudizio più oggettivo e largamente condiviso), le valutazioni del Catalogo Gigante si riferiranno, il più possibile, a monete graduate a fronte di certi ed uniformi criteri qualitativi, riconducibili ad un determinato grado di conservazione così come indicato nella Scala Sheldon, indipendentemente da quanto eventualmente dichiarato dai vari certificatori i quali, con tutti i diritti, possono avere utilizzato dei criteri personali di graduazione. Questo lo si nota nelle varie vendite dove, seppur le monete offerte presentano un grado basato sulla scala Sheldon, diversi venditori non resistono dall’indicare le loro personali valutazioni qualitative, molto spesso completamente differenti tra loro. È così che, ad esempio, molte monete certificate MS62, o addirittura MS61, diventano, per alcuni, FDC ed anche FDC Eccezionale.

Il limite di questo sistema, se tale si può chiamare, è che alcuni tipi monetali potrebbero non esprimere monete autenticamente in “FDC”, questo perché il processo di coniazione di quella determinata moneta non ha raggiunto un’elevata qualità produttiva rilevabile, ad esempio, in colpi di conio medi o deboli, oppure in numerosi difetti dovuti sia alla produzione sia alla post-produzione.

In ogni caso, appare del tutto evidente e ragionevole l’adozione di una scala di valori univoca e non di più scale “personalizzate”, misurate sui vari tipi di monetazioni, al fine di poter arrivare ad attribuire comunque a tutte le monete la graduazione di “FDC”. Tuttavia, come vedremo nel prossimo intervento, l’adozione della Scala Sheldon necessita di un’integrazione qualitativa nel sistema italiano: l’utilizzo del grado qualitativo SUP.

Come abbiamo visto, la Scala Sheldon è l’unico strumento oggi disponibile che consente di ottenere un’attribuzione qualitativa delle monete la più possibile oggettiva, elemento indispensabile per formulare valutazioni attendibili. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, l’adozione anche parziale della Scala Sheldon implica l’utilizzo di un nuovo grado di conservazione: il SUP (Superiore).

L’importanza del grado qualitativo SUP (Superiore)

Dopo avere motivato l’utilità della Scala Sheldon per ottenere delle valutazioni qualitative il più possibile oggettive, vediamo perché diventa estremamente importante adottare un nuovo grado qualitativo da inserire tra i tradizionali gradi SPL e FDC.

In questi anni il mercato numismatico si sta confrontando con diverse nuove realtà estremamente condizionanti: entrata nel mercato di nuovi collezionisti più propensi a considerare il bene numismatico come asset patrimoniale piuttosto che culturale; presenza di parecchi investitori (compresi alcuni fondi); apertura di nuovi mercati per le monete italiane, prima atlantici, poi verso Est Europa e, infine, asiatici; sbarco in Europa degli istituti di certificazione USA e la progressiva diffusione delle loro certificazioni. Tutto ciò, naturalmente, si sta riflettendo in modo determinante sui prezzi delle monete e ciò richiede un adeguamento dei relativi criteri valutativi.

In sostanza, ci sono molti investitori stranieri che da qualche anno attingono dal mercato italiano le monete più belle, sentendosi particolarmente garantiti dalle certificazioni USA che, ben conosciute in tutto il mondo, si stanno velocemente affermando anche nel nostro Paese. Questo stato di cose ha generato in moltissimi casi un aumento importante dei prezzi delle monete di alta qualità graduate con un “sistema”, accettabilmente oggettivo, riconosciuto in tutto il pianeta.

A seguito del sempre più diffuso utilizzo dei gradi della Scala Sheldon per valutare la qualità delle monete, si è determinato, in moltissimi casi, un divario molto ampio tra lo stato di conservazione SPL e quello FDC. Ciò ha comportato, in moltissimi casi, un importante aumento dei valori economici riferiti al FDC; inoltre, si è presa coscienza (in realtà non tutti l’hanno presa) che monete prima graduate tranquillamente FDC ora devono necessariamente essere valutate con dei gradi diversi in rapporto alla loro qualità effettiva e ciò, naturalmente, determina per queste monete un valore economico diverso da quello attribuibile alle monete con il grado FDC.

Fino allo scorso anno, le valutazioni del Catalogo Gigante relative al grado FDC si riferivano, generalmente, a monete la cui qualità non arrivava a tale conservazione, questo in virtù della tendenza diffusa di “accompagnare” verso il basso la graduazione del FDC, portandosi appresso tuttavia pure la valutazione di questo grado. Abbiamo tutelato il mercato. Ora, tuttavia, non è più possibile proseguire con questa politica editoriale e, da quest’anno, il Catalogo Gigante valuterà le monete nella reale conservazione di FDC.

Pertanto, si è reso necessario ricorrere al medesimo schema adottato da chi la Scala Sheldon la utilizza da sempre: i cataloghi numismatici statunitensi. Nello specifico, possiamo constatare di come “A Guide Book of United States Coins” (il catalogo delle monete USA dal 1652, quindi assolutamente compatibile con il periodo contemplato dal catalogo Gigante) valuta le monete in “Mint State” attraverso i gradi: MS60, MS63 e MS65, in quanto, data la scarsissima statistica disponibile, le monete associate a gradi qualitativi superiori non risultano essere valutabili.

Pertanto, diventa oramai improcrastinabile inserire tra i gradi di conservazione SPL e FDC il nuovo (per il sistema italiano) grado di conservazione SUP (Superiore), che corrisponde al grado qualitativo MS63, già esistente nella Scala Sheldon. Non si tratta, dunque, di un’invenzione del Catalogo Gigante ma di una prassi nota, consolidata ed universalmente accettata per far fronte ad una reale esigenza di mercato.

L’introduzione del nuovo grado di conservazione SUP consente di potere valutare adeguatamente quelle monete la cui qualità è decisamente superiore allo SPL ma che, allo stesso tempo, non è definibile come FDC; inoltre, consente di avere una valutazione intermedia, sempre tra lo SPL e il FDC, che diventa particolarmente utile là dove la forbice delle valutazioni tra le due conservazioni “storiche” fosse importante. Si tratta semplicemente di utilizzare un riferimento in più rispetto a quanto esiste ora.

Esempio
Ducato di Andrea Dandolo
Aggiudicato nel 2021, in MS63, ad euro 900 più diritti
Aggiudicato nel 2021, in MS65, ad euro 2.000 più diritti
Aggiudicato nel 2022, in MS66, ad euro 2.600 più diritti

Da ciò si evince che monete “tradizionalmente” classificate come FDC, in realtà sono: SUP, FDC e FDC scelto. Qualità diverse che esprimono valori diversi. Si tratta di un esempio tra moltissimi altri, tutti documentati.

Come abbiamo visto, la Scala Sheldon è l’unico strumento oggi disponibile che consente di ottenere un’attribuzione qualitativa delle monete la più possibile oggettiva, elemento indispensabile per formulare valutazioni sufficientemente attendibili. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, va chiarito quali sono le conservazioni, appartenenti alla categoria “Stato Zecca”, che possono essere valutabili economicamente.

I gradi valutabili della categoria “Stato Zecca”: SPL, SUP, FDC

Dopo avere illustrato le ragioni dell’adozione del nuovo grado qualitativo SUP, vediamo quali saranno le conservazioni comprese nella categoria “Stato Zecca” valutate dal catalogo Gigante.

Le monete più pregiate dal punto di vista qualitativo, e conseguentemente economico, sono quelle che non hanno circolato, le quali rientrano, tutte, nella categoria “Stato Zecca”. Tuttavia, come abbiamo già avuto modo di vedere, la categoria “Stato Zecca” è composta da quattro sottocategorie ma, in base alla disponibilità dei dati oggi esistenti, è possibile rappresentare economicamente soltanto le prime tre sottocategorie (Uncirculated, Choice Uncirculated, Gem Uncirculated) attraverso i loro gradi iniziali: MS60 (SPL), MS63 (SUP), MS65 (FDC), esattamente come avviene nel già citato “A Guide Book of United States Coins”.

In sostanza, la conservazione SPL include monete che hanno circolato solo per limitati passaggi di mano; la conservazione FDC, invece, si stabilizza sullo storico “vero FDC”. Tra queste due graduazioni si inserisce il SUP che, come quelle già citate, rappresenta sì il primo grado della propria sottocategoria ma che è anche il grado più equidistante, in termini qualitativi, tra i gradi che lo precedono e lo seguono: in sostanza si tratta dello storico “FDC commerciale”, uno stato di conservazione che, seppur utilizzato impropriamente, è sempre esistito proprio perché ve ne era la necessità. Ora, a nostro giudizio, è giunto il momento di utilizzarlo con un nome appropriato che, necessariamente, non comprenda la sigla FDC. Infatti, per “superiore” si intende una cosa che sta al di sopra, quindi la migliore, superata, nel nostro caso, solo dal “fiore del conio”.

Nel dettaglio:

SPL. La moneta ha circolato solo per limitati passaggi di mano e presenta una lieve usura nei punti più alti dei rilievi della figura, i cui dettagli rimangono pressoché nitidi e completi. Il conio è debole o medio, il lustro di conio è ancora presente in buona parte e la superficie presenta zone con piccoli segni e/o linee di contatto diffusi. La consunzione dei punti alti dei rilievi consiste in abrasioni, linee e/o grandi segni derivanti da un lieve sfregamento meccanico accidentale, riscontrabili senza l'ausilio di strumenti di ingrandimento. Il contorno presenta piccoli segni e possono riscontrarsi difetti di conio o del tondello. La qualità complessiva rimane al di sopra della media e il colpo d’occhio è piacevole. Gli esemplari in rame possono conservare nei punti più riparati del campo, vicino ai rilievi, tracce del rosso originale.

SUP. La moneta non ha circolato e non presenta segni d’usura o tracce di circolazione, i rilievi della figura ed il contorno sono intatti. Il lustro di conio, presente su tutta la superficie, appare leggermente sbiadito. Il conio è leggermente debole o medio con numerosi piccoli segni di contatto e sporadici segni di maggior entità come lievi abrasioni e linee sottili di varie dimensioni, riscontrabili con l'ausilio di strumenti di ingrandimento 5x (che permettono la visualizzazione dell’intera moneta), ricorrendo ad una singola fonte di luce artificiale e facendo roteare la moneta in modo adeguato. La moneta, al colpo d’occhio, è piuttosto attrattiva. Gli esemplari in rame possono apparire leggermente inscuriti o opachi.

FDC. La moneta non ha circolato e non presenta segni d’usura o tracce di circolazione, i rilievi della figura ed il contorno sono intatti. La moneta mostra caratteristiche ricercate per lustro, intenso e totale senza interruzioni su tutta la superficie, e nitidezza di conio, molto buono e ben battuto. Sono tollerati pochi minimi segni di contatto o linee sottili, riscontrabili con l'ausilio di strumenti di ingrandimento 5x (che permettono la visualizzazione dell’intera moneta), ricorrendo ad una singola fonte di luce artificiale e facendo roteare la moneta in modo adeguato. La qualità complessiva è al di sopra della media ed il colpo d’occhio è molto gradevole. Negli esemplari in rame il lustro di conio si manifesta con tonalità originali o inscurite e gli stessi possono presentare un leggero principio di patina.

Uno degli effetti “collaterali” più significativi dell’utilizzo di questo nuovo grado di conservazione è quello di limitare efficacemente l’utilizzo improprio della graduazione “FDC” per descrivere monete ben lontane da tale qualità. In questo caso, il grado “SUP” costituisce una barriera che impedisce di “allargare” eccessivamente la graduazione “FDC” verso il basso.

Tuttavia, per motivi dimensionali, non è possibile inserire il nuovo grado di conservazione SUP nella versione cartacea del Catalogo Gigante; pertanto, tale innovazione sarà disponibile unicamente per le monetazioni comprese nel Catalogo Gigante online. Ciò non costituisce alcun limite, anzi deve stimolare l’utilizzo del Catalogo online che, oltre ad un imponente apparato tecnico-storico, comprende decine di migliaia di dati di mercato disponibili per la consultazione.

Abbiamo dunque visto quali saranno i gradi appartenenti alla categoria “Stato Zecca” che saranno valutati dal Catalogo Gigante. Tuttavia, esistono gradi qualitativi più importanti del FDC e nel prossimo paragrafo vedremo perché le monete che presentano una tale qualità non possono essere valutate.

Oltre il grado FDC

Dopo avere descritto quali saranno i gradi appartenenti alla categoria “Stato Zecca” ad essere valutati dal Catalogo Gigante, vediamo ora il motivo dell’impossibilità di valutare le monete che, qualitativamente, si posizionano sopra il grado di FDC (MS65).

Come abbiamo visto, oltre alle tre sottocategorie che contengono, una a testa, i gradi valutati nel Catalogo Gigante (Uncirculated, Choice Uncirculated, Gem Uncirculated), la categoria “Stato Zecca” contiene ulteriori due sottocategorie (Superb Gem Uncirculated, Perfect Uncirculated) che esprimono i seguenti gradi di conservazione: MS67, MS68, MS69, la prima, e MS70, la seconda.

Ciò che va detto è che le monete in MS65 sono già di per sé rare, oltre questo grado diventano di difficile se non impossibile reperimento. Per quanto concerne le monetazioni italiane, lo schema da seguire è il seguente:

MS66: poche monete, definibili in “FDC scelto
MS67: pochissime monete, definibili in “FDC superbo
MS68: solo alcune monete, definibili in “FDC eccezionale
MS69 e MS70: nessuna moneta censita fino ad ora

Come si può ben intuire, ci troviamo dinnanzi a rarità assolute, meritevoli, queste sì, dell’aggettivo “Eccezionale”. Anche se in alcuni casi i valori delle monete graduate MS66 possono essere molto vicini a quelli di stesse monete graduate MS65 questa non è la regola; infatti, in moltissimi casi questi valori sono sensibilmente superiori. I valori delle monete graduate MS67, invece, generalmente si discostano tutti ed in modo evidente da quelli relativi a stesse monete graduate MS65. Oltre non è neppure opportuno toccare l’argomento. Questo per dire che oltre il grado MS65, data l’enorme rarità, non è possibile graduare in modo coerente le monete. Molto più logico lasciarle libere di valorizzarsi nel mercato ogni volta che si affacciano in esso.

Un altro tipo di monete che non è possibile valutare sono quelle accompagnate dall’attributo qualitativo “Prooflike”, abbreviato in “PL”. Infatti, non è raro che questo tipo di monete viene venduto a valori di gran lunga superiori a monete dello stesso tipo graduate con lo stesso grado ma prive di questo attributo. Poi, quando l’attributo diventa “Deep Prooflike” (“DPL”) non ne parliamo neppure. Naturalmente, non sempre le valutazioni delle monete che presentano questi attributi qualitativi si discostano in maniera importante rispetto alle monete che, a parità di grado, non li presentano, ma spesso è così.

Terminiamo con le monete non valutabili citando le monete graduate con le sigle “SP” (Specimen) o “PF” (Proof) anziché “MS”, nello specifico: SP o PF60, SP o PF63, SP o PF65. In questo caso, oltre a non esserci dati sufficienti per elaborare delle valutazioni attendibili, va segnalato che molto spesso i valori di queste monete raggiungono quotazioni impensabili. È importante, inoltre, data l’importanza economica delle monete graduabili con tali caratteristiche, che il sistema di graduazione italiana adotti delle specifiche ed appropriate descrizioni qualitative che corrispondano esattamente a quanto indicato nella Scala Sheldon. Noi, non considerando nel Catalogo tali monete, non ne abbiamo l’esigenza, ma il mercato si.

Esempi oltre il MS65
8 lire 1796 (stella) della Repubblica di Genova
Aggiudicato nel 2018, in MS65, ad euro 4.416 più diritti
Aggiudicato nel 2021, in MS66, ad euro 8.500 più diritti

20 lire 1928 (littore) di Vittorio Emanuele III
Aggiudicato nel 2021, in MS65+, ad euro 750 più diritti
Aggiudicato nel 2021, in MS67, ad euro 1.700 più diritti

20 lire 1869/XXIV di Pio IX
Aggiudicato nel 2022, in MS66 ad euro 1.600 più diritti
Aggiudicato nel 2022, in MS67, ad euro 3.200 più diritti

Esempi MS – MS PL/DPL
Napoleone I. 2 lire 1913 Milano (puntali sagomate e date ribattute)
Aggiudicato nel 2021, in MS63, ad euro 650 più diritti
Aggiudicato nel 2018, in MS63 PL, ad euro 1.943 più diritti

1 lira 1815 di Maria Luigia
Aggiudicato nel 2019, in MS64, ad euro 600 più diritti
Aggiudicato nel 2022, in MS64 DPL ad euro 5.569 più diritti

Mezzo Francescone 1827 di Leopoldo II
Aggiudicato nel 2019, in MS65+, ad euro 2.737 più diritti
Aggiudicato nel 2019, in MS65 PL, ad euro 4.500 più diritti

5 lire 1875 Roma di Vittorio Emanuele II
Aggiudicato nel 2021, in MS64 ad euro 550 più diritti
Aggiudicato nel 2019, in MS64 PL, ad euro 3.650 più diritti

Esempio MS - PF
Colonia Eritrea. 1 lira 1896
Offerto in listino nel 2018, in MS65, ad euro 2.600
Aggiudicato nel 2021, in PF65, ad euro 5.500 più diritti

Esempio MS PL - PF
5 lire 1815 di Maria Luigia
Aggiudicato nel 2018, in MS64+ PL, ad euro 3.974 più diritti
Aggiudicato nel 2018, in PF64 Cameo, ad euro 9.715 più diritti

Esempi FDC – PF
20 lire 1850 Torino di Vittorio Emanuele II
Aggiudicato nel 2019, in FDC, ad euro 1.100 più diritti
Aggiudicato nel 2019, in PF64 Cameo, ad euro 20.000 più diritti

20 lire 1878 (1 su 1 rovesciato) di Vittorio Emanuele II
Aggiudicato nel 2018, in FDC, ad euro 1.500 più diritti
Aggiudicato nel 2020, in PF64 Ultra Cameo, ad euro 23.728 più diritti

Naturalmente, siamo in grado di documentare adeguatamente ogni cosa che stiamo qui sostenendo. Infatti, questo non è il nostro punto di vista, è la realtà incontrovertibile del mercato.

Tutte le monete che presentano caratteristiche migliori di quelle descritte per il grado "FDC" (MS65) non possono e non devono essere considerate nella realizzazione delle valutazioni di un Catalogo: se così fosse, si fornirebbero delle informazioni assolutamente non coerenti con il reale mercato; infatti, si correrebbe il rischio di sovrastimare in modo esponenziale le monete che presentano gli effettivi stati di conservazione a cui le valutazioni del Catalogo si riferiscono.

Infatti, è sbagliato (ma si potrebbe anche dire “grave”) utilizzare, al fine dell’elaborazione delle valutazioni del Catalogo, dei dati di mercato riferiti a monete “veramente eccezionali” per valutare monete “normali”.

Abbiamo visto perché non è possibile valutare le monete graduate oltre al grado FDC (MS65). Tuttavia, non abbiamo ancora parlato di come sia oggi importante tutelare il mercato

La tutela del mercato

Dopo avere visto perché non è possibile valutare le monete graduate oltre al grado FDC (MS65), vediamo ora l’importanza della tutela del mercato.

Il mercato italiano si caratterizza per l’uso eccessivo della sigla “FDC”, utilizzata per descrivere, fondamentalmente, tre tipi di conservazione: “FDC commerciale”, “Vero FDC”, “Assoluto FDC”. Tre stati di conservazione descrittivi di monete che presentano, in modo più che evidente, caratteristiche qualitative differenti e, naturalmente, anche valori economici diversi. Ecco perché, consultando ad esempio la banca dati del Catalogo Gigante, si possono rilevare significative differenze di prezzi per stesse monete offerte tutte come FDC.

Questo fenomeno è sempre stato controllato efficacemente in quanto, in fin dei conti, chi voleva acquistare una moneta in “Vero FDC” o “Assoluto FDC” è sempre stato disposto a pagare molto di più per le monete di proprio interesse. Per questo motivo il Catalogo Gigante ha mantenuto una politica “calmierante” rispetto alle valutazioni delle monete in FDC. Proprio perché esisteva un meccanismo di “autoregolamentazione” del mercato. Infatti, il Catalogo Gigante non poteva valutare il “Vero FDC” quando nel mercato era presente in grande quantità il “FDC commerciale” e questo è sempre stato ben spiegato nei nostri cataloghi.

Tuttavia, con l’affermarsi delle certificazioni USA questa “autoregolamentazione” del mercato sta venendo meno. Infatti, ad esempio, i prezzi delle monete graduate MS65 rendono oramai inadeguate gran parte delle valutazioni afferenti al FDC proposte dal Catalogo Gigante. Proprio perché il grado MS65 è oramai accettato universalmente come il “Vero FDC”.

Ora, si potrebbe pensare che sarebbe bastato adeguare le valutazioni del FDC alla graduazione MS65 e il problema si sarebbe risolto da sé. No, non è così. Basta vedere la quantità di monete graduate MS62 proposte come “FDC” o “FDC Eccezionale”, addirittura monete graduate MS61 proposte come FDC. Questo non è possibile per due motivi: il primo è che una moneta MS62 non è qualitativamente uguale ad una moneta MS65 e, di conseguenza, vale molto meno. Il secondo motivo, il più importante, e che se le monete dichiarate FDC sono accompagnate dal grado MS62 non succede nulla (l’acquirente sa comunque cosa sta acquistando); tuttavia, se questo è il metro di giudizio, è giocoforza considerare la presenza nel mercato di una quantità rilevante di monete graduabili MS62 ma descritte come “FDC” o “FDC Eccezionale”. Attenzione, non per colpa specifica di qualcuno o per negligenza, ma per il semplice fatto che, oggi, ognuno attribuisce i gradi qualitativi alle monete in base a propri criteri personali e non in base a dei criteri univoci.

Ecco l’obiettivo da porsi: acquisire la capacità di uniformarsi al sistema di graduazione USA, oggi assoluto riferimento del mercato internazionale. Certo, oggi mancano gli strumenti e, per ovviare a questa problematica, sarebbe interessante che le associazioni professionali di categoria, in funzione della logica della formazione continua, concordassero con gli istituti di certificazione USA l’organizzazione di appositi corsi di graduazione per i propri associati. Questa sarebbe, oggi, la più grande conquista a garanzia della tutela del mercato. Si tratta di acquisire un linguaggio a noi nuovo ma che, tuttavia, siamo tenuti a conoscere ed a padroneggiare.

Naturalmente, ci saranno molte persone contrarie a quanto qui sostenuto. Tuttavia, vogliamo ricordare che, in definitiva, non abbiamo fatto altro che aggiungere solo un grado qualitativo tra lo SPL e il FDC (come fanno da sempre negli USA) “ancorandolo” alla graduazione MS63 della Scala Sheldon; inoltre, allo stesso modo, abbiamo “ancorato” la conservazione FDC alla graduazione MS65 della stessa Scala. Questo per favorire l’utilizzo della sigla “FDC” solo in riferimento a monete che costituiscono il “Fiore del Conio”, utilizzando per tutte le altre sigle qualitative differenti.

Il SUP rafforza il mercato andando incontro sia alle esigenze degli operatori professionali sia dei collezionisti; infatti, questa conservazione, se utilizzata, “stabilizza” una qualità certa sulla quale impostare una collezione che, in molti casi, sarebbe alquanto difficile se non impossibile da migliorare qualitativamente in quanto, come dice la stessa sigla, è di qualità “superiore”. Inoltre, consente finalmente di disporre di un parametro, certo, per descrivere e valutare efficacemente quelle monete che, sicuramente, sono migliori di SPL ma che, altrettanto sicuramente, non sono FDC.

Riassumendo

  • La definizione “Stato Zecca” non si riferisce ad uno stato di conservazione ma ad una categoria di monete in determinate condizioni che, tuttavia, possono avere graduazioni qualitative differenti tra loro.
  • La definizione FDC si riferisce al “Fiore del Conio”, cioè il meglio che un conio possa produrre: buon colpo di conio, ottima centratura, nessuna usura, nessun graffio, nessun colpo, lustro di conio completo e senza interruzioni. Può presentare un moderato numero di lievi segni e/o linee di contatto.
  • Tra lo SPL e il FDC è sempre esistita una conservazione, mai ufficializzata, definita “FDC commerciale”. Noi, ora, utilizziamo questa conservazione (per le valutazioni del catalogo online) e la denominiamo “SUP” (Superiore), come già avviene nel nostro Catalogo della Cartamoneta italiana.
  • Non abbiamo alcuna intenzione di creare uno nuovo standard di graduazione delle monete ma ci limitiamo ad “ancorare” gli stati di conservazione, presi in esame dal Catalogo Gigante, alle definizioni qualitative più prossime a quelle enunciate da determinati gradi della Scala Sheldon. Questo perché ben descritti ed univoci per tutti coloro che usano questa Scala e perché la stessa è conosciuta ed utilizzata con sempre maggiore frequenza in tutto il mondo.
  • Non contestiamo le graduazioni di nessuno e riteniamo che chiunque possa graduare le monete in base ai propri criteri personali; tuttavia, le nostre valutazioni si riferiranno alle monete che presentano le caratteristiche da noi indicate per i vari gradi di conservazione.
  • Non stiamo facendo la pubblicità agli istituti di graduazione USA e, anzi, abbiamo sempre auspicato la creazione di un Istituto Numismatico Europeo patrocinato dalle Associazioni numismatiche europee, ma ciò, purtroppo, non è negli interessi di molti. Tuttavia, al fine dell’elaborazione delle valutazioni delle monete, le graduazioni USA sono, entro limiti accettabili di tolleranza, alquanto omogenee e definite da squadre di persone in base a specifici ed oggettivi criteri qualitativi.
  • Auspichiamo che, nell’ottica di una formazione continua, le associazioni numismatiche professionali concordino con gli istituti di certificazione USA dei corsi per i propri associati al fine di apprendere adeguatamente il sistema di graduazione basato sulla Scala Sheldon.
  • Riteniamo che la descrizione “FDC” debba essere usata il meno possibile ed è per questo motivo, per evitare la tendenza diffusa di utilizzarla spesso verso il basso, che deve essere posta, in un punto adeguato, una barriera di sbarramento che noi denominiamo “SUP”.
  • Da quest’anno il Catalogo Gigante valuterà le monete riferite alla conservazione “FDC” agganciandole al grado MS65 della Scala Sheldon, per questo motivo molte valutazioni sono state aumentate anche in modo considerevole.
  • Monete “Prooflike”, superiori al “MS65”, “PR” e “PF” non rientrano nelle statistiche analizzate ai fini dell’elaborazione delle valutazioni del Catalogo. Questo perché i loro prezzi di mercato possono essere notevolmente superiori rispetto a quelli delle monete che non presentano queste caratteristiche; inoltre, la loro scarsa disponibilità nel mercato consiglia di rendere “libere” le loro valutazioni di formarsi man mano che vengono offerte nel mercato.